ORFEO


Orfeo, 2011
Orfeo, 2011

Fin da quando ero bambino il personaggio di Orfeo ha sempre avuto un certo ascendente su di me ed ho sempre tentato di farlo mio in qualche modo. Tuttavia quello con il poeta tracio non è un avvicinamento posticcio, dove per il bel mito d’amore si ricicla un nome, ma è l’incontro tra contemporaneità e arcaicità in un contesto che si potrebbe definire non-luogo, dove ovviamente esiste anche un non-tempo. Orfeo è infatti un romanzo a fumetti; diviso in parti come i capitoli di un libro, denso di una narrativa a corrente, sposta il lettore dalla realtà al sogno e dal sogno al mito, per poi riprendere il viaggio senza seguire necessariamente lo stesso ordine. Il mito di Orfeo ed Euridice viene trattato nel quinto capitolo, ma il più conosciuto finale della storia viene da me ignorato a favore di un finale più esoterico. Il rito orfico della purificazione dell’anima attraverso lo smembramento degli arti e infine del capo è il tema che esplode tra il sogno e la realtà, è l’avvenimento che irrompe nel mito e lo spegne, presagendo una rinascita silenziosa nelle cose. In Orfeo nulla è casuale, dalla collocazione quantificata di determinate tematiche, all’apparizione di simboli o animali, alla numerologia etc. Un lavoro a cui ho dedicato tre anni, portando avanti anche altri progetti, e che sicuramente merita, attualmente, la mia più fedele soddisfazione.

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